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      Cicerone nel mentre ansioso e dubbiante non per la giustizia, ma per la fortuna del suo partito, poiché com'egli stesso spiegavasi, avea ben cui fuggire, ma non cui rifuggire [232] , alla conservazione della Sardegna rivolgeva anch'egli le sue sollecitudini, ma invano. Voglia il cielo, egli scrivea all'amico suo Attico [233] , che Cotta tenga per noi la Sardegna, come ne corre voce. Oh! se ciò fosse, qual vitupero per Catone". Ma Cotta era stato abbandonato dalla Sardegna, come la Sicilia da Catone, il quale in questo crescente rivoltamento della sorte, dicea perciò esser ben oscura la condotta divina, se Pompeo che nelle cause poco giuste stato era sempre invitto, nella causa della patria tanto sinistra avea la sorte [234] .
      Cesare istesso, volendo parer moderato, allorquando approssimavansi le cose ad una decisiva fazione, rappresentava fra gli altri disastri che doveano consigliare la pace a Pompeo, la perdita da lui fatta della Sardegna; onde a Lucio Vibullio Rufo, che prefetto nell'armata nemica ed amico di Cesare, atto era più ch'altri a trattar quelle difficili condizioni, imposto fu di rivolgere anche a tal circostanza l'attenzione del suo capitano [235] . Al tempo medesimo nel consiglio di Pompeo il racquisto della Sardegna ponevasi in bilancia da coloro i quali credendo vantaggioso alla loro parte un ritorno affrettato in Italia, pensavano che cansato nella Tessaglia l'incontro di Cesare, sarebbe più agevole, in di lui assenza, riconquistare la loro antica terra e con esso trar dietro alla sommessione fra le altre provincie occidentali eziandio la Sardegna [236] .


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Storia di Sardegna
di Giuseppe Manno
pagine 1187

   





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