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      Per la qual cosa intimavano le ragunate periodiche nei stabiliti luoghi e giorni, in modo che entro l'anno tutta la provincia potessero percorrere ed ai litiganti tutti dar udienza [321] . Non meno vasta che tremenda era l'autorità dei presidi, perché loro era eziandio concessa la facoltà della condanna alle corporali coercizioni ed all'ultimo supplizio [322] . A loro infine apparteneva il governo dell'annona [323 ] ed in generale quello delle cose pubbliche della provincia, nella quale, al dir d'Ulpiano [324] , il maggior impero essi avevano.
      Nell'eseguimento di tanti e sì diversi doveri nissuna variazione essenziale ebbe a produrre la dipendenza di alcune provincie dai cesari e di altre dal senato derivata dalla divisione stabilita da Ottaviano; ma sibbene in altri riguardi esisté da quel tempo fra i reggitori delle une e delle altre notevole differenza. L'amministrazione di queste ultime avea secondo le antiche costumanze un anno solo di durata; quella delle prime dipendendo dall'arbitrio degli imperatori o più larga o più limitata si concedeva. I rappresentanti del senato tratti erano a sorte, come i vecchi pretori; quelli di Cesare non altra sorte riconoscevano che la volontà del principe. Quelli, abbandonata appena la metropoli, assumevano le insegne della loro dignità, per non deporle che dopo il ritorno in Roma; questi nella provincia solamente se ne adornavano. I proconsoli secondo lo stabilimento di Augusto mostravansi con abito conforme alle pacifiche loro incumbenze; i legati cesarei fregiati del militare paludamento ed armati della spada, simbolo del diritto ad essi soli riserbato di punire i soldati dell'impero.


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Storia di Sardegna
di Giuseppe Manno
pagine 1187

   





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