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      E così fecesi, avendo il Fara segnato come epoca novella di straniero dominio per la Sardegna l'imperio occidentale di Carlo Magno [599] , e derivato dalla donazione di varie provincie, fatta solennemente da questo imperatore al pontefice Adriano, quei diritti di sovranità che la sede apostolica esercitò poscia nella Sardegna. Ma della maniera con cui lo storico sardo procurò di spargere qualche luce sovra questi oscurissimi tempi, non tanto egli devesi accagionare, quanto lo scrittore del regno italico Carlo Sigonio, dell'autorità del quale il Fara si confidò onde incominciare a riconoscere suggetta l'isola ai romani pontefici fino dai tempi di Carlo Magno. Fra breve avrò opportunità di spiegar meglio la mia opinione su questo intrigato argomento di patria e di italiana istoria, alloraquando della conforme donazione di Ludovico Pio al pontefice Pasquale mi toccherà di dar ragguaglio. Frattanto in ciò che appartiene alla donazione di Carlo Magno, non devo tralasciar d'incolpare di aperto errore il celebre storico modenese in questo punto da me nominato, il quale credette di poter comprendere la Sardegna fra le provincie che Carlo Magno, confermando la donazione di Pipino, padre suo, solennemente cedette alla Chiesa romana; nel mentre che nella vita del papa Adriano, attribuita ad Anastasio e citata dal Sigonio in confermazione della sua sentenza, della sola Corsica si contiene il nome, nissuna menzione fassi della Sardegna [600] . Come del pari nella lettera dello stesso pontefice Adriano agli imperatori greci Costantino ed Irene, menzionata dal medesimo autore a quell'uopo, né della Sardegna, né della Corsica, né di altra provincia si specifica il nome, ma con parole generali si dà solamente cenno della donazione fatta da Carlo Magno alla Chiesa e della restituzione per di lui mezzo ottenuta delle regioni occupate dai Longobardi [601] . Onde ne fa meraviglia che in un suggetto tanto grave siasi quel dotto scrittore abusato della libertà purtroppo diffusa del validare le proprie opinioni con fallaci citazioni di monumenti, e di trarre in tal maniera in inganno i lettori, ai quali non è dato il confrontare le compilazioni con le originali memorie [602] .


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Storia di Sardegna
di Giuseppe Manno
pagine 1187

   





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