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      Era nei destini di quel re che non solo nel continente, ma ancora nella Sardegna fosse il di lui regno conturbato dai conflitti civili. Era l'isola governata dopo qualche anno dal viceré don Niccolò Carròz di Arborea [1182] ; e tranquillavano tutte le dissensioni intestine, alloraquando scoppiò nuovamente la rivolta in quella provincia di Arborea che, malaugurosa sempre per gli Aragonesi durante il governo dei suoi giudici, lo fu non meno sotto il reggimento dei suoi marchesi. Onde ben si può dire che se dopo questa guerra civile non più per lungo tempo si vide agitata la nazione da interiori discordie, ciò si debba principalmente derivare dall'essersi atterrato col dominio dei marchesi d'Oristano quel vasto potere per cui sì facilmente erano eglino stimolati a grandeggiare al cospetto dell'autorità regia; costretta perciò ad osservarli o a combatterli.
      Ad Antonio Cubello era succeduto nel marchesato d'Oristano il fratello suo Salvatore, che vidimo già fedele campione del re nelle guerre di Sicilia. Morto questo senza discendenza, succedeva nel feudo il di lui nipote Leonardo di Alagón, figliuolo di donna Benedetta di Arborea, nata dal marchese Leonardo Cubello. Avea egli preso appena il possesso di quella cospicua eredità, che il viceré Niccolò Carròz o perché credesse estinta colla discendenza maschile dei Cubelli la successione al marchesato, o perché sopperissero bastantemente a tal credenza i privati rancori che egli avea nell'animo contro al novello successore [1183] , lo chiamava a giudizio, acciò dismettesse un dominio che dovea ricadere alla Corona.


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Storia di Sardegna
di Giuseppe Manno
pagine 1187

   





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