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      Soprastava specialmente nell'importanza alle altre derrate ricercate periodicamente nei porti d'altre nazioni il frumento, del quale già altra volta notai come copiosa sia stata l'estrazione. Le guerre dell'Italia turbando la quiete della coltivazione nella penisola davano sovente occasioni di abbondevoli procacci [1444] . Non poteasi pertanto paragonare l'introito delle cose altrui all'escita delle nostre; perciocché sebbene fosse assai scarsa e manchevole l'industria degli isolani [1445] ; pure la mancanza di lusso nelle persone di condizione mezzana e nella numerosa classe delle genti di contado, e la gravità dei dazi stabiliti nelle dogane delle diverse città faceano sì che difettando tutti di molte cose, abbisognasse la maggior parte di poco. Una pruova di ciò si ottiene anche col notare i vantaggi della dogana maggiore dell'isola, la quale di rado somministrava un'entrata sopravanzante li ventimila scudi [1446] . La qual cosa significa che il valore delle merci straniere allora introdotte in quel porto principale, nel quale il dritto di gabella corrispondeva ordinariamente con poco divario alla quinta parte del prezzo, non oltrepassava i centomila scudi. Estendendosi pertanto la proporzione di un eguale introito al porto di Alghero, nel quale attiravasi il principale traffico del Logodoro; ed allargandosi anche i calcoli per la ragione delle differenze fra i valori reali delle mercatanzie ed i valori descritti nelle tariffe; come anche per ragione delle molte persone favoreggiate con ispeciale franchigia di dazi; tale pur presentasi il risultamento, che lungi dall'eguagliarsi il valore delle derrate sarde estratte, non molto si sopravanza il valsente solo della gabella che il trasporto del frumento solea allora gittare a benefizio del tesoro.


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Storia di Sardegna
di Giuseppe Manno
pagine 1187

   





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