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      Era allora legge speciale di annona che confrontate nel mese di settembre in ciascun anno le dinunzie delle ricolte, si stanziasse quale quantità si potesse estrarre; lasciandosi pei bisogni dell'isola ciò che ricercavasi pel sostentamento di un anno e mezzo. Deliberato ciò, accordavasi agli agricoltori il dritto di poter estrarre con adeguata proporzione e con favore speciale di gabella il loro frumento. In tal modo giovandosi eglino del pro corrispondente ai forti dazi allora imposti, sentivano tutto il vantaggio di una delle leggi le più benefiche che quel governo abbia bandito per l'incremento dell'agricoltura [1447] . Non meno avvisati furono i legislatori spagnuoli e gli stamenti dell'isola negli altri provvedimenti ragguardanti all'istesso suggetto. Fra questi devonsi specialmente rammentare: l'istituzione benché imperfetta dei monti frumentari altra volta da me accennata [1448] ; l'abolizione di ogni qualunque tassa nel commercio dei frumenti e civaie [1449] ; il favore conceduto all'agricoltore il quale avesse coltivato dieci moggia di terreno, del non potersi staggire le sue sostanze prima della ricolta [1450] ; l'immunità dei coltivatori da qualunque carico personale durante il periodo delle opere rusticane [1451] ; il privilegio per cui nel rispondere in giudizio agli impegni da essi contratti, non poteano esser privati degli stromenti e buoi impiegati nella coltivazione, salvo a fronte di chi avesse loro venduto quel bestiame [1452] ; la sollecitudine infine adoperata acciò quei ministri ai quali per le disposizioni della Carta di Eleonora era commessa la guardia dei seminati e dei poderi, non trascorressero quello scopo nel quale le caute ordinazioni della nostra prisca legislazione andavano a ferire [1453] .


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Storia di Sardegna
di Giuseppe Manno
pagine 1187

   





Carta Eleonora