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      Quanto per le altre di lui virtù d'uomo di stato e di suddito leale sia stato egli apprezzato dai suoi sovrani, avrò in altro luogo una miglior opportunità di dimostrarlo, allorché scriverò delle vicende della guerra detta di successione. In questo luogo io ricordo solamente i di lui meriti letterari; e questi sono palesi nelle due opere da lui date alla luce. Una di esse è la storia della monarchia ebrea [1566] ; storia piena di dottrina e di senno, e scritta con tale brio di stile che in un giudizio recente portatone in Francia fu stimata in questo rispetto più adatta alla lettura degli uomini di mondo che degli scienziati. Quantunque da altri critici franzesi fosse stata già la stessa scrittura appellata una scrittura erudita [1567] . La quale diversità di opinioni non è malagevole a comporre dicendo che dell'uno e dell'altro pregio è ricca quell'opera. La seconda è la storia di quella stessa guerra di Spagna nella quale l'autore avea con tanto zelo seguito le parti di Filippo V [1568] . Dell'accettazione incontrata da questo lavoro danno fede le molte edizioni fattene, e l'esser stato al pari dell'altro voltato in lingua franzese e commendato in Ispagna non meno che nella Francia [1569] . Fu specialmente notata l'esattezza dei ragguagli guerreschi e l'utilità che ne deriva pei studiosi delle cose militari. Fu lodata la fedeltà delle narrazioni; dalla quale si disse essersi lo scrittore scostato solamente qualche volta nel toccare delle cose aragonesi e catalane; esaminate forse da lui con quella involontaria prevenzione con cui si mirano i fatti di chi nelle guerre civili segue una parte contraria.


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Storia di Sardegna
di Giuseppe Manno
pagine 1187

   





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