Pagina (46/127)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      - Forse sperava che la sua energia per contagio sarebbe passata nell'anima floscia e tenerella del marito.
      Ma questi, asciugandosi una lagrima, non aveva saputo rispondere che un "Chi l'avrebbe mai detto?"
      - Ma ormai conviene provvedere, se siamo ancora in tempo....
      - Ma sicuro, ma sicuro....
      - E cosa pensi di fare?
      - Ci penserò, ci penserò; ma oggi non me ne sento il coraggio; non ne ho la forza. L'emozione è stata troppo forte....
      - No, no, non c'è tempo da perdere. Luigi sta per rientrare per la colazione e tu lo chiamerai subito nel tuo studio e sarai severo, inflessibile con lui.... forse siamo ancora in tempo....
      - Oh Dio mio! Dio mio! Io non ho la forza di sgridare mio figlio. Lasciami un giorno di calma.... ti prometto....
      - Tu prometti sempre e non mantieni mai....
      La signora esce sdegnata dalla camera, non senza dire con voce alta e prorompente:
      - Ma quest'uomo non è un uomo!
     
      Figliuola mia, ti risparmio altri quadri della debolezza umana, perchè son brutti a vedersi, più brutti a descriversi; ma essi sono infiniti di numero e svariatissimi di forme.
      Non sposar mai un uomo debole: quasi quasi ti direi: sposa piuttosto un uomo tiranno.
     
     
     
      IL MARITO GELOSO.
      Scommetto, cara fìgliuolina mia, che più d'una volta, pensando al tuo ideale di sposo futuro, te lo sei immaginato alquanto geloso; e quasi tutte le donne la pensano come te.
      Eppure; l'ho detto e scritto cento volte in vita mia, avete tutte quante torto marcio.
      Si può essere gelosi senza amare e si può amare senza gelosia. A voi pare, che un uomo, che non diffida della propria moglie, che non si mostra turbato, se un altro la trova bella e glie lo fa capire, è un uomo che vi disprezza o non vi cura.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

L'arte di prender marito
Per far seguito a "L'arte di prender moglie"
di Paolo Mantegazza
Editore Treves Milano
1894 pagine 127

   





Dio