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      Io debbo credere che M. Scudo conosca le principali Opere del Mercadante, altrimenti il pronunziare un giudizio senza fondamenti, non farebbe testimonio gran fatto della buona coscienza di lui. E, posto che M. Scudo conosca le Opere migliori del Mercadante, io non so come egli possa stimare l'Elisa e Claudio pel suo capolavoro, ed obbliare affatto il Giuramento, il Bravo, la Vestale, gli Orazi e i Curiazi che pure tutto il mondo ritiene come le Opere più belle di questo Maestro, e le quali valsero maggiormente a renderlo degno dell'immortalità. Ed il mondo, in fatto di Musica, come in tutto, non è poi cosa di cui M. Scudo non abbia da tener conto.
      Se poi il Mercadante abbia o pur no l'originalità, è argomento d'importante e difficile soluzione, e su di cui c'intratteremo un poco per dimostrare a M. Scudo, che prima di togliere a biasimare un illustre Maestro, è mestieri conoscere il significato delle parole che si usano.
      L'originalità non è il produrre un'Opera capricciosa, il menar vita strana ed irregolare, le quali cose pur si chiamano originalità nella lingua parlata, dicendo noi spesso di un uomo che opera in modo singolare: quegli è un originale. L'originalità è da distinguere pur anche dall'umore, il quale consiste nell'accozzare liberamente, e senz'altra legge che il proprio talento, gli elementi più disparati e lontani. L'originalità piuttosto che consistere nell'arbitrario, è la facoltà che ha l'Artista di produrre un'Opera di tale verità da parere che si svolga da se, come per intima legge.


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La ragione della musica moderna
di Niccola Marselli
Editore Detken Napoli
1859 pagine 218

   





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