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      Perché differirle dunque, mio caro amico, dalle produttrici cagioni, se s'ignorano affatto o sono le medesime?
      Io, che cosí la discorro, prendo diversa direzione. Vedo con imperturbabile costanza effetti incredibili prodotti dalla jettatura. Ed ecco d'onde mi diparto. Molti di questi osservo negli enti fisici, molti negli enti morali. Molte volte la jettatura va per diretto a colpire le proprietà che scopronsi nella sostanza corporea, e che dipendono da disposizione particolare delle sue parti; molte altre va a segnalarsi ne' moti, nelle regole, e nelle misure, che possiamo francamente dire degli atti della volontà, sia questa degli affascinati o di chi contribuir possa a vantaggio de' medesimi. Se per forza di jettatura io mi dimagro piú di quello che mi sono, mi disturbo nelle funzioni, mi altero, languisco, m'infermo, soggetto della medesima ne sono le qualità del mio corpo; cosí non altrimenti se si aprono i cieli, cadono le piogge, si scatenano a mio danno li venti, scopo della jettatura ne sono gli enti fisici. Ma se poscia si sconcerta l'ordine della mia sorte, in quanto si ha riguardo ai beni persistenti generati nel giro delle cose, allora non è diretta che alla volontà mia, in negligentare quelle azioni che vantaggiose mi sarebbero, o alla volontà di coloro che potrebbero beneficarmi e migliorarmi lo stato. In questo senso dunque, se diritto miro, la jettatura non colpisce che gli enti morali. Ed ecco, mio gentilissimo signor Don Nicola, il motivo che mi discosta da voi, e mi fa dagli effetti considerare la jettatura, e come jettatura fisica, e come jettatura morale:


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Capricci sulla jettatura
di Gian Leonardo Marugi
pagine 79

   





Don Nicola