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      I disastri che a fascio piombano sul capo mio me lo danno chiaramente a vedere. Non sono tre mesi che questa bestiaccia immonda mi cova, ed ho perduto senza colpa la grazia della mia Nice, la corrispondenza di un amico che poteva giovarmi, le speranze su d'un interessante affare, e per maggior tracollo è fuggito di notte da mia casa, col figlio e la moglie, il mio servitore, lasciandomi in asso e coll'obbligo di rifare alle truffe che mi ha fatte il medesimo. Si può combinare di peggio? Piú volte bestemmierei come un rinegato quel punto che venni in questa casa, ad incontrare sí fetida arpia che piacere ha di starmi ogni momento a guardare. Ed oh quante volte ripeto:
     
      … perché non mi ruppi il colloQuand'io mòssimi a far questa pazzia?
      Era meglio per me l'ultimo crollo.
     
      Cosí è. Gran potere ha la jettatura nell'ordine delle cose! Svelle, rovina, porta seco i vantaggi altrui piú che il turbine non fa delle piante: colpisce, precipita, riduce in polvere piú che i fulmini non fanno degl'individui su' quali piombano. Oh quanto giusta e desiderabile cosa sarebbe che il Governo prendesse le rette misure per iscoprire i jettatori e, come si faceva un tempo de' calunniatori, li bollasse con un ferro infocato per avviso de' riguardanti:
     
      Né sia chi lor facci la scusa,
      Che gli atti non fur bei, disse la volpeA quei che la mostrar dov'era chiusa.
     
      Ma voi pensate a proposito; chi non crede alla jettatura, si diletta della medesima: lo ripeto anch'io, e lo ripeterò di continuo. Que' saccentuzzi, che, accavalciando le gambe, sbruffano da per ogni parte, e sputando tondo chiamano noi creduli e superstiziosi, o sono marci jettatori o, sollevandosi a guisa di palloni, credono non esservi cosa di piú, oltre la loro veduta:


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Capricci sulla jettatura
di Gian Leonardo Marugi
pagine 79

   





Nice Governo