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      L'Esmea, che, dopo d'essere giaciuta inedita quasi vent'anni, si pubblica per la prima volta in questa postuma edizione delle opere, è una novella di tre canti in ottava rima. Esmea è la più bella e più gentile di tre giovinette di Cipro, che, rapite dalle galee di Cosimo II de' Medici, furono da lui mandate in dono al duca d'Ossuna. Corsero, le altre due, diversa fortuna: morendo la compagna di Esmea sopra parto di due gemelli, riuscendo a libertà, e a povere ma oneste nozze la giovine schiava. Più superba, ma più dolorosa, la sorte d'Esmea. Favorita, ma non amante, del grande Ossuna; a tradimento, nel sopor procurato, deflorata, e resa madre; lasciata sola dal signore, distratto dalle cure del governo; catturata, confinata, contrita, schernita, imprigionata, dalla fiera gelosia della duchessa; per miracolo salva, e riconosciuta dal reduce Ossuna; vicina ad esser madre, abbominando il frutto delle sue viscere ancor nascituro; rifugiata in umile tranquillità, ove la confortano ed allietano fide colombe; pur intenta a spiar se dal mare le venga salvezza dai suoi, o da quell'amato suo Zopiro di cui si piange indegna; avvelenata da ultimo con l'acqua, di che ella disseta la più cara colomba; scoperto, e pianto, e onorato di rogo, il cadavere da Zopiro, che giura vendetta, e muore strappando una bandiera in un combattimento per mare contro l'Ossuna.
      La novella di Esmea è corredata di cinque appendici storiche importantissime: Cipro antica e moderna, offerta già come saggio nella Nuova Antologia del I° marzo 1900; Pirati e schiavi nel mondo cristiano; El grande Ossuna in Italia; Don Francisco de Quevedo; Fantasie greche attraverso i tempi.


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L'odissea della donna
di Tullo Massarani
Editore Forzani Roma
1907 pagine 356

   





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