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      Ajaccio e Miramar non Vi spaventarono: non Vi spaventi, fra le trenodíe di Gluk e le picche di un'ebbra moltitudine, un San Giovanni decollato; Vi faccia pensare. Calando poi, ma non a più spirabil aere, in Italia, non Vi dolga d'imbattervi nelle plebi càlabre, insorte contro l'invasione. Lamentate l'insidioso pugnale da quelle fiere donne impugnato, non il polso virile che lo brandisce: perchè nelle albedini dell'istinto lampeggia spesso una luce sinistra, ma più schietta che non nei sogni della gente colta; perchè quelle rozze plebi vagamente sentirono, più che non abbiano inteso le menti elette dei loro filosofi, la libertà essere fantasima vano, se ad ossatura ed a midollo non abbia l'indipendenza. Questo, tenetevelo bene per fede; e però amate sempre, ammirate, venerate, in ogni terra contesa a sè stessa come in quella eroica terra di Polonia dove faremo una punta, le sorelle vostre, le madri magnanime e dolorose, che soffrirono e soffrono per un così alto ideale.
      Non altra, gentili Donne, è la politica aperta anche a Voi; nè in altra affatto V'imbatterete nelle mie pagine. Tutto il resto, secondo a Voi si conviene, è tenerezza e pietà. Pietà di adolescenti rapite dalla miseria al focolare natìo, cacciate a esulare oltre Oceano tra la vergogna e la fame; pietà di floride fanciulle inconsciamente murate nelle sterili accidie del chiostro; pietà di altre più misere, che sanno quanto sia gelido il lastrico della via, quanto frodolenti le lusinghe del piacere e le tentazioni della povertà; quale terribile persuasore di mali e assiduo consigliere di morte, il bisogno.


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L'odissea della donna
di Tullo Massarani
Editore Forzani Roma
1907 pagine 356

   





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