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      Per potenza indomabile di volontà fu superiore di certo alle fierezze aristocratiche allora dominanti, e lo provò, sopra ogni contrarietà e difficoltà della sua condizione, facendo prevalere la gaia vocazione d'artista. Oggi ancora, dopo sei lustri ch'egli è morto, pochi rammentano il prudente uomo di Stato, il commissario straordinario delle Romagne, il senatore, il maggior generale, il deputato di Strambino: tutti, al contrario, ricordano il soldato, il patriotta, il letterato e l'artista, professioni di libera elezione, dove ebbe glorie solamente sue, e tali che forza di tempo non gli torrà giammai. Che cosa non si ricorda di lui? Persino che, giovanissimo, s'addestrò alle arti del bello in Firenze, persino ch'ei fu ancora buon musico, siccome quegli che suonava con grande maestria il violoncello, persino che scrisse un libretto d'opera e ne scrisse la musica, perocchè è una specie di fatalità tutta propria degli uomini grandi, che di essi si ricordino specialmente le cose piccole. Tuttavia, per mutar di forme, di scuole e di gusti, non sono impalliditi i suoi ricordi autobiografici, i suoi quadri storici o di paese, il suo Ettore Fieramosca e il suo Niccolò de' Lapi, ond'egli, valente romanziere e pittore, potè in duplice estrinsecazione provare la sua bella e forte genialità di artista schiettamente italiano.
      Gloria immortale dell'arte cotesta, che vale a ricreare in noi quasi un'altra individualità con la virtù dell'ingegno. Prodigio singolare, che non si raggiunge veramente che per via della mente e del cuore, questo di rivivere estinti!


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L'odissea della donna
di Tullo Massarani
Editore Forzani Roma
1907 pagine 356

   





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