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      Ma come, pur restringendosi ne' limiti di questa breve tela (m. 2.10 per 1.07), seppe il Massarani trarre i più stupendi effetti, sia che si consideri il suo dipinto artisticamente, sia che storicamente o moralmente! Non si possono osservare i suoi putti, senza che occorra spontaneo il pensiero, che l'oggetto dell'educazione presso i Greci in generale, e gli Ateniesi e gli Spartani in particolare, era di procurare al corpo la forza che deve avere e all'anima la perfezione della quale era capace. Tutti gli esercizi del corpo favorivano singolarmente le grazie della persona e la coltura dello spirito. L'infanzia occupava allora i filosofi, che discendendo alle più minute circostanze, volgevano perfino i loro studi sulla diligenza che essa esige e sull'attenzione di coloro, che l'allevavano. Nè vigilavano meno a' giochi, che sono tanta parte nella vita de' fanciulli, tuttochè - scrive il Blumner - non fossero meno vani e molteplici di quelli che soglionsi fare a' nostri giorni. Molti, che si possono dire così antichi come l'Umanità, si fanno da' nostri bimbi proprio nella stessa maniera che li facevano i piccoli Ateniesi e i piccoli Romani (Denkmäler des klassichen Alterthums). Le carrozzelle e i cavalli, il bastone per andare a cavalluccio, il cerchio, la trottola, l'altalena, le figure di cani, bertucce e uccellini, le casette e le barchettine, si trovano attestati da monumenti. Nè era meno comune il divertirsi con veri animali, gattini, conigli, leprotti, anitre, tartarughe e simili, o il fare a rimpiattino, a mosca cieca o al gioco della palla.


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L'odissea della donna
di Tullo Massarani
Editore Forzani Roma
1907 pagine 356

   





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