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      Ma l'asōca non fiorisce, dicono, se al bocciuolo non soprapponga il gentil suo piede una leggiadra fanciulla. Toccō l'ufficio a Malāvica, e il piede suo deve essere in questa occasione profumato e adorno dalla compagna con tutte le squisitezze del mondo muliebre indiano, di cui si vedono apparecchiate su d'uno sgabello le ricche e autentiche suppellettili. Il messaggio poco attecchisce, perchč Malāvica, sebbene schiava, č altrettanto onesta, quanto ben nata; ma pių tardi sopravviene nella commedia un'agnizione, che la dimostra figlia di re; onde, la poligamia aiutando, s'aggiusta ogni cosa come per incanto, e Malāvica sale a condividere le gioie del talamo regio. Nella commedia il dialogo č spigliatissimo, bene scolpiti i caratteri, compreso quello della gelosa regina; ma sopratutto notevole il tipo del ministro, un umile e pauroso brahmino, che pare addirittura un don Abbondio antecipato di diciotto secoli. Di tutto questo s'intende che il quadro non puō fare suo pro. La istantaneitā della scena č legge inesorabile delle arti plastiche. Ma quale fedeltā di costume e quanta grazia ne' particolari di questo affettuoso paesaggio della natura orientale! Sono in questo dipinto de' tocchi di pennello tali, da interpretare con la magėa del colore tutta la passione che domina quell'idillio indostanico.
      Nč meno leggiadri e cari per una quasi superba semplicitā e splendore d'affetto gli altri dipinti di soggetto orientale, la Schiava delle colombe, l'Ammaliatrice, il Pastore errante dell'Asia.


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L'odissea della donna
di Tullo Massarani
Editore Forzani Roma
1907 pagine 356

   





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