Pagina (146/1484)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      E nondimeno, da quella prima calunnia ripetuta per più anni da gazzette e da libelli anonimi a uomini che non avevano letto e non potevano, sotto la tirannide, leggere i documenti officiali che la distruggevano, scese e si radicò lentamente nell'animo di molti l'opinione ch'io mi fossi uomo di vendette tenebrose e di sangue e che la Giovine Italia avesse Statuti tremendi ai violatori del giuramento e a quanti dissentissero dalle sue dottrine.
      Io abborro - e quanti mi conoscono dappresso lo sanno - dal sangue e da ogni terrore eretto in sistema, come da rimedî feroci, ingiusti ed inefficaci contro mali che vogliono essere curati dalla diffusione libera delle idee: credo la vendetta, l'espiazione e altri simili concetti, posti finora a base del diritto penale, tristissimi e sterili, sia che l'applicazione mova dalla Società o dall'individuo; e non accetto guerra, lamentandone la necessità, contro la forza materiale violatrice del dovere e del diritto umano, se non aperta e leale, fuorchè in un caso - e avrò campo di dire qual sia. Ma la Giovine Italia che, separandosi dalle formole e dalle abitudini vendicatrici dell'antica Carboneria, aveva abolito fin la minaccia di morte contro il traditore spergiuro, non ebbe mai, dal Centro che la dirigeva, se non uno Statuto, ed è quello che i lettori possono vedere in questo volume. Soltanto, gli furono, appunto nel tempo al quale si riferisce questo volume, aggiunte alcune dilucidazioni morali che inserisco qui appresso. Nè mai ci dipartimmo da quelle norme.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Scritti
Politica ed Economia
di Giuseppe Mazzini
Editore Sonzogno Milano
pagine 1484

   





Giovine Italia Statuti Società Giovine Italia Carboneria Centro Statuto