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      E si apprestava a combattere da sč, certo d'essere, dopo poche ore, seguito. Ed io pure era certo di questo. Ma posta una volta in chiaro la determinazione dei popolani, non dovevano quegli uomini fortificarla ora, priva d'ajuto, di consiglio o di direzione?
      Sperammo che lo avrebbero fatto. Sperammo che ad essi non sarebbe bastato l'animo di starsi freddi spettatori dei preparativi del loro popolo, d'assistere come in un gioco, al trarre dei primi dadi, per vedere quanto corressero avverse o propizie le probabilitā. L'altrui esitanza non mutava, a ogni modo, gli obblighi nostri; e, determinato dagli ultimi avvisi, lasciai Londra e toccai la frontiera d'Italia. Aurelio Saffi era partito giā prima, ed altri dei nostri. Mattia Montecchi dissentiva allora da ogni tentativo, e rimase. Ad altri esuli, che partecipavano al nostro lavoro, non feci motto partendo, sė perch'io m'era fatto legge inviolabile di segreto con tutti, e sė, perch'io durava tuttavia incerto sulle ultime e irrevocabili decisioni.
      E l'ultime irrevocabili decisioni furono prese in tempo cosė poco lontano dai fatti, ch'io, s'anche avessi voluto, non avrei avuto agio di avvertire, di consultare o convincere chi rimaneva. E questo io noto per l'Agostini. Usai del suo nome, il quale, come di segretario, non scemava nč cresceva gran fatto valore al proclama, perchč io l'aveva lasciato farneticante, al cospetto di tutti i nostri, per l'azione pochi giorni prima ch'io mi partissi, e stimai dargli prova d'amicizia e pegno d'onore firmando per lui.


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Scritti
Politica ed Economia
di Giuseppe Mazzini
Editore Sonzogno Milano
pagine 1484

   





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