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      E, viva Dio, nessuna potenza umana potrà vietarci di vincere. Tre milioni di popolo sono onnipotenti quando dicono: Noi vogliamo.
      Italiani figli di Roma! Militi della repubblica! Questa è un'ora solenne preparata da secoli; uno di quei momenti storici che decretano la vita o la morte d'un popolo.
      Grandi e potenti per sempre o segnati per sempre del marchio di servitù; riconosciuti liberi e fratelli dalle nazioni o condannati alla nullità degli obbedienti al capriccio altrui: padroni di voi medesimi, delle vostre case, dei vostri altari, delle vostre tombe, o cosa e ludibrio d'ogni tiranno: raccomandati alla immortalità della gloria o della vergogna: sarete ciò che vorrete. Il giudizio di Dio e dell'Umanità pende dalla vostra scelta.
      Siate grandi. Decretate la vittoria. Il popolo la conquistava agli Spagnuoli, ai Greci, agli Svizzeri: la conquisti all'Italia. I presidi, i commissarî straordinari organizzino l'insurrezione: si colleghino di provincia in provincia: traducano l'inspirazione di Roma: assumano dagli estremi pericoli poteri eccezionali, rimedî estremi. Il capo che cede, che s'allontana prima d'aver combattuto, che capitola, che tentenna, sia reo dichiarato. La terra, che accoglie il nemico senza resistenza, sia politicamente cancellata dal novero delle terre della repubblica. Chi non combatte in un modo o nell'altro l'invasore straniero, s'abbia l'infamia; chi, non fosse che per un istante, parteggia per esso, perda la patria per sempre o la vita. Sia punito chi abbandona al nemico materiali da guerra: punito chi non s'adopera a togliergli viveri, alloggio, quiete: punito chi, potendo, non s'allontana dal terreno ch'esso calpesta.


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Scritti
Politica ed Economia
di Giuseppe Mazzini
Editore Sonzogno Milano
pagine 1484

   





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