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      Eccovi come la cosa è andata. S'io non fossi stato obbligato, in vece di dodici, a comprar sedici cavalli ed accrescere le altre spese a proporzione, avrei avuto denaro per tutto. Ma con questo non preveduto dispendio ho avuto appena, come potete veder ne' conti, quello che bisognava per la spedizione principale, e questa ho fatta. Né vi ho parlato dell'altra, perché né pur voi me ne avete mai più parlato dopo la prima volta. Senza denaro non potevo servirvi, e non era ragionevole di trattener la grande spedizione per aspettar la nuova rimessa. Se voi non aveste, come io vi scrissi, determinata la somma al cambista, ma gli aveste ordinato di somministrarmi il denaro che avrebbe bisognato, mi avreste risparmiata la fatica di molti conti preventivi e sempre incerti, ed io avrei avuto modo di servirvi in tutto. Sicché, se volete ora i guarnimenti, fate che qualcuno mi somministri il denaro secondo il bisogno; e non mi obbligate a dimandare una somma determinata, con la quale avrei certamente o troppo, e non lo permette l'onor mio, o troppo poco, e non lo soffre la mia borsa.
      Se non finisco la lettera, non partirà questa sera. Umiliate a' piedi del trono non solo il povero Attilio Regolo, ma anche il suo rispettoso autore. Amatemi quanto io vi amo, e credetemi per omnia saecula saeculorum il vostro fedelissimo.
     
     
     
      400
     
      A LEOPOLDO TRAPASSI - ROMA
     
      Vienna 3 Agosto 1750.
     
      Prego il Cielo che vi liberi dal pericoloso solletico di stampare e ristampare le cose mie. L'ultima vostra del 18 dello scorso mi avverte che ne avete in atto un assalto violento, che vi obbliga ad evacuare quasi affatto senza materia.


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Lettere
Parte prima
di Pietro Metastasio
Mondadori Editore Milano
1954 pagine 1548

   





Attilio Regolo Agosto Cielo