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      A CARLO BROSCHI DETTO FARINELLO - MADRID
     
      Vienna Agosto 1751.
     
      Dopo la carissima vostra del 15 del caduto ne ricevo una del 5 e per la posta ordinaria insieme col libro della Festa cinese ed una graziosa aria, che ho fatto molte volte cantare al Monticelli facendo io da maestro di cappella e ricordando a luogo e tempo certi portamenti di voce che non mi si son mai cancellati dalla memoria, e che hanno fatto il carattere d'un certo mostro marino, che ha piantato le colonne d'Ercole per i naviganti canori. Colonne che converrà che ognuno rispetti, o che faccia naufragio. Vi ringrazio d'avermene fatto parte ed io me ne andrò valendo di tempo in tempo come di specifico contro i miei ostinatissimi ed inumani affetti isterici, che non mi abbandonano un momento. Non intendo come questo piego mi sia venuto per la strada di Venezia ed accompagnato da una lettera dei signor duca di Salas per la posta ordinaria, che non è molto discreta, quando le altre lettere vengono nel piego del conte d'Azlor, e quando voi m'ordinate rispondervi per questo cammino e non per l'antico di Venezia. Io vi ho ubbidito e vi ubbidirò in avvenire fuorché oggi: poiché il signor duca di Salas, che con tanta cortesia accompagna la vostra lettera, esige con gran ragione ch'io non lo defraudi del piacere di mandarvene egli la risposta. A tutti i punti della vostra lettera mi trovo aver risposto nella mia antecedente. Replico che ben presto sarò libero dalle cure dell'opera e penserò alla vostra festa, spronato non meno da quello che mi dite che da quello che tacete.


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Lettere
Parte prima
di Pietro Metastasio
Mondadori Editore Milano
1954 pagine 1548

   





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