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      AL GENERALE PICUALQUES - MILANO
     
      Vienna 19 Febbraio 1753.
     
      La carissima vostra del 10 non esige da me che rendimenti di grazie per l'obbligante vostra affettuosa compiacenza quando si tratta di secondar le premure degli amici. Ma voi che ne date così spesso occasioni, sarete così annoiato di legger ringraziamenti, che sarebbe una specie d'ingratitudine l'accrescervene la seccatura. Basta intanto che sappiate ch'io desidero contraccambiar la vostra con alcuna opera mia: ed a tal segno ch'io metterò a conto di nuovo mio debito l'occasione che vi piacerà somministrarmi di farlo. La funesta stagione, feconda quest'anno di tragedie, non vuole ancora rasserenarsi. Una improvvisa infiammazione mise tre giorni sono sotto terra il povero conte Khevenhüller (ma non già il Camerier maggiore). Il nostro Schulemburg si trovava con poca speranza di vita ieri sera: conseguenze, come si crede, delle offese che gli ha lasciata nel petto la spaventosa caduta ch'egli fece nell'ultima campagna d'Italia. Dii meliora ferant. Conservatevi e conservatemi il venerato Fracastoro, cui bacio devotamente le mani, e mi confermo.
     
     
     
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      A CARLO VALENTI GONZAGA - MANTOVA
     
      Vienna 1753.
     
      Un comando sovrano, che mi cacciò violentemente i dì passati a far legna nel bosco Parrasio, mi ha defraudato del piacere di rispondere sollecitamente all'umanissimo foglio del riveritissimo mio signor marchese Valenti. Questa esposizione non dimanda perdono, ma compatimento. Se pure non si vuole attribuire a colpa degli sventurati quella della fortuna che gli obbliga al mestier de' ranocchi a dispetto di tutte le esclamazioni del nostro messer Lodovico.


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Lettere
Parte prima
di Pietro Metastasio
Mondadori Editore Milano
1954 pagine 1548

   





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