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      Dunque addio per oggi. Non vi sollecito ad amarmi, perché dopo pruove così sicure e così frequenti sarebbe ingratitudine il dubitarne; ma vi prego bensì a credere che la riconoscenza, l'amicizia e la tenerezza mia per voi eccede ogni misura, e che sarò con una costanza senza esempio eternamente.
     
     
     
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      AD ANTONIO FILIPPO ADAMI - FIRENZE.
     
      Vienna 30 Luglio 1753.
     
      Non mi trattengo molto nelle eccessive espressioni di stima, delle quali V. S. illustrissima mi onora, per risparmiare a me stesso la faticosa difesa da un violento assalto di vanità, che potrebbe insidiosamente sedurmi, autorizzata da lei. Son confuso del suo vantaggioso giudizio, ma non intraprendo di disingannarla, temendo di scuotere il fondamento dell'amicizia ch'ella mi offre e ch'io vorrei meritare.
      Ho letti e riletti e sempre giustamente ammirati i sonetti che a V. S. illustrissima è piaciuto comunicarmi; ho trovato in tutti robustezza e nobiltà di stile, profondità di dottrina, vivacità di fantasia, e quella finalmente unità, proporzione e corrispondenza di parti che distingue in Parnaso gli abitanti da' passeggieri. Come che di tutti io sia contento, i sonetti della Provvidenza e della Battaglia al ponte di Pisa m'hanno più efficacemente scosso: forse la fisonomia meno austera distingue in essi l'eguaglianza del merito in concorso co' loro compagni. Ove a lei piaccia di farmene parte, mi saran sempre care le colte sue produzioni; e se vorrà accompagnarle con alcun suo comando, seconderà l'impazienza ch'ella m'ha inspirata di convincerla della dovuta perfettissima stima, con la quale io sono.


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Lettere
Parte prima
di Pietro Metastasio
Mondadori Editore Milano
1954 pagine 1548

   





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