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      Ma questi conti s'han da far dal libraio e non da noi.
      Addio, conservatevi, riamatemi e credetemi.
     
     
     
      942
     
      A FRANCESCA MARIA TORRES ORZONI - GORIZIA
     
      Vienna 1 Maggio 1756.
     
      Con le vostre prolisse e mendicate invettive voi mi punite giustamente, veneratissima signora contessina, della leggerezza con la quale io mi son lasciato indurre a mandarvi il mio ritratto, quando sarebbe stato mio debito l'evitare un'apparenza di vanità della quale mi carica la mia soverchia condiscendenza. Nessuno per altro dovrebbe meno accusarmene di voi, che con l'esagerazioni di questa voglia non men vostra che del consorte me l'avete fatta credere un sintomo di gravidanza, ed avete impegnato così il mio cristianesimo ad evitare un aborto. Ma le Ninfe sono in possesso di darsi sempre per creditrici cariche di debiti sino alla gola. Io non pretendo di derogare a' vostri privilegi, ma dirò così di passaggio ch'io sono stato l'ultimo a scrivere, ch'io non ho ricevute le composizioni poetiche delle quali mi parlate: e che la mia coscienza per altro delicatissima non mi rimprovera a riguardo vostro la minima omissione.
      Sono inconsolabile che la signora contessina Cobenzl non abbia trovato il mio ritratto degno del suo Museo, onore per altro ch'io credo che meriterebbe il dispendio di diventare affatto medaglia antica. Vi supplico di riverirla distintamente a mio nome, ed assicurarla ch'io non dispero di conseguir questa graduazione sentendo che pur troppo di giorno in giorno io ne vado acquistando i diritti. Mille riverenze al degnissimo signor generale Harrsch, a cui vi prego di dire che il pittore del ritratto è uno scolare di Maidens, che si chiama il signor Schitz.


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Lettere
Parte prima
di Pietro Metastasio
Mondadori Editore Milano
1954 pagine 1548

   





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