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      Ho diverse volte veduto e nella mia e nella sua casa il signor Giulio Agricola; mi è sommamente piaciuto, e sono di parere che potrà formarsene una persona riguardevole molto, e per le naturali disposizioni e per la coltura studiosa con la quale seconda i suoi talenti, e sopratutto col savio metodo da lui adottato di lavarsi de' pregiudizii che si contraggono nelle biblioteche con l'ispezione pratica del gran libro del mondo. Egli ha sofferte pazientemente le mie numerose ed affollate richieste sullo stato e le circostanze della cara e degna persona di V. S. illustrissima, e mi ha sopratutto distintamente ed aggradevolmente sodisfatto: onde io me le confesso sensibilmente debitore del desiderabile acquisto di così preziosa conoscenza.
      Le rendo grazie del cortese dono de' due bellissinti sonetti, ai quali ho reso e fatta render giustizia dagl'intelligenti di mia conoscenza, e particolarmente dalla nostra contessina Figuerola, che ha voluto adornarne il suo archivio poetico. Ella, monsignor suo zio, la signora contessa madre, il conte di Canale e tutti gli amici mi caricano di complimenti e di applausi per V. S. illustrissima, onde io appena ardisco d'ostentare i miei.
      La grand'opera da V. S. illustrissima intrapresa non soffre fretta. I grandi viaggiatori non corrono la posta. A dispetto della mia impazienza io non posso disapprovar la savia ed ordinata lentezza con la quale ella procede nel suo glorioso lavoro. Vada adagio, ma non desista, e son sicuro che ne raccoglieranno nuovo splendore le nostre Muse italiane.


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Lettere
Parte prima
di Pietro Metastasio
Mondadori Editore Milano
1954 pagine 1548

   





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