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      Il merito d'avermi saputo procurare così invidiabili vantaggi mi renderà più indulgente nel rimproverare i suoi difetti alla mia fortunata commissaria. Non esagero a V. S. illustrissima a qual segno solletichi la vanità d'un poeta l'approvazione d'una Musa: anzi evito a bello studio di trattenermi su questo proposito pericoloso all'istessa indolenza del Liceo, non che alla vivacità del Parnaso.
      Continui V. S. illustrissima con le lodevoli sue applicazioni ad onorare il suo sesso ed a somministrarne nuovi motivi d'ammirarla, ma non si scordi fra queste della giusta costantissima stima e del sincero rispetto con cui io sono e sarò sempre.
     
     
     
      1406
     
      AD ANTONIO MARIA STANIZZI - ROMA
     
      Vienna 29 Ottobre 1764.
     
      L'epoca remotissima della nostra stagionata amicizia avrebbe dovuto, mio caro signor abate, risparmiarvi la sorpresa che vi reca la mia giusta e naturale tenerezza per voi. Tenerezza autorizzata dagli anni, dal vostro dolce, candido e sicuro carattere, e dall'alloggio non interrotto che quasi per immemorabile prescrizione, siccome voi nel mio, io non dubito di occupare nel vostro cuore. Io mi ricordo giornalmente e sempre con vero piacere di voi: ho sempre presenti le vostre confabulazioni, le passeggiate, e non mi è uscita di mente né pur la prima vostra antichissima villeggiatura tusculana. Argomentate da tutto ciò qual contento mi recherebbe il rivedervi e l'abbracciarvi di nuovo: ma non già, caro amico, in questo inospite clima, al quale dopo trentaquattro anni di non interrotto soggiorno il mio povero microcosmo non ha potuto assuefarsi.


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Lettere
Parte seconda
di Pietro Metastasio
Mondadori Editore Milano
1954 pagine 1264

   





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