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      Io temea che il gran freddo che gli ha colti per cammino dovesse avergli guasti agghiacciandoli, ma sono giunti illesi, ed io potrò oggi gustandoli non solo lusingare il palato, ma consolare insieme l'animo mio considerando la parziale cordialità dell'amoroso donatore. Dovreste voi per altro come uomo di delicata coscienza farvi qualche scrupolo di andar così tentando la mia gola con cibi che hanno bisogno di stomachi più vigorosi del mio: onde, dopo avervi replicati i miei sinceri rendimenti di grazie, vi prego instantemente di non assalirmi mai più con somiglianti seduzioni: rispettate la temperanza alla quale è obbligata l'età mia, trattenete i trascorsi della vostra generosità aumentandone l'amor vostro, e siate certo che la fiducia ch'io ho nella vostra benevolenza non ha bisogno di prove. Addio. Conservatevi e credetemi.
     
     
     
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      A SAVERIO MATTEI - NAPOLI
     
      Vienna 17 Gennaio 1774.
     
      Non abbisognano, mio riverito signor don Saverio, di riforma veruna in se stesse le versioni dei salmi che V. S. illustrissima ha la compiacenza di comunicarmi, molto ora per altro più vantaggiosamente adattate ai comodi della musica. Comprendo il sudore che dee averle costato il trovare i passi opportuni per collocarvi arie, duetti e terzetti, e racchiudere fedelmente in quelli i sensi del testo senza perder quella nobile ma chiara fluidità tanto necessaria alla musica, tanto facile all'apparenza e tanto alla prova difficile. Ma non si penta della sua fatica; essa è magistralmente dissimulata, ed ha V. S. illustrissima pienamente conseguito quello che si era proposto, di modo che potrà ora ogni maestro di cappella impiegare in questi salmi l'una e l'altra specie nelle quali divide Aristotile la musica, cioè in µ??s??`?? ???`?? e µet`a µe?vd?a?, valendosi ne' recitativi, come faceano gli antichi ne' diverbii, della prima tenue e nuda che sufficientemente si forma ne' soli metri, e della seconda più ornata che prende nome di melodia nelle arie, come gli antichi ne' cantici, monodie, strofe, antistrofe ed epodi praticavano.


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Lettere
Parte seconda
di Pietro Metastasio
Mondadori Editore Milano
1954 pagine 1264

   





Gennaio Saverio Aristotile