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      Mi congratulo intanto con V. S. illustrissima che nella primavera degli anni suoi possa già, con esempio poco comune, ostentare e la fertilità della state e la fruttifera fecondità dell'autunno.
      Mi confondono i parziali sentimenti de' quali ella mi onora: mi aiuti V. S. illustrissima a meritarli in qualche parte, autorizzandomi co' suoi comandi all'esercizio dell'ubbidienza mia: e mi creda con la più sincera ed ossequiosa stima.
     
     
     
      2185
     
      A CLEMENTE FILOMARINO - NAPOLI
     
      Vienna 6 Aprile 1775.
     
      Un giovane cavaliere nel primo fiore della sua adolescenza, già tant'oltre sollevato in Parnaso, è fenomeno ben considerabile e raro, che ho con sorpresa ammirato nelle armoniose e vivaci sue stanze, delle quali mi ha voluto Vostra Eccellenza gentilmente far parte. Bastano esse per far conoscere la non comune ubertà del suo ingegno, la copia delle preziose merci delle quali lo ha la sua applicazione già così per tempo mirabilmente fornito, la vigorosa facoltà con la quale immagina e pensa, e soprattutto quella vincitrice sua natural propensione alla nobile chiarezza, che non ha potuto essere vinta dalle seduzioni del nebbioso stile da qualche anno in qua in alcune contrade d'Italia stranamente regnante, il quale sprezzando il favore del popolo, cioè dei più sicuro mallevadore dell'immortalità, e affettando profondità di sapienza e di dottrina si perde fra le nuvole de' confusi oracoli di Delfo: stile che non ha sfuggita la sferza magistrale del nostro gran Venosino nella sua Arte poetica v. 217:
     
      Et tulit eloquium insolitum facundia praeceps:


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Lettere
Parte seconda
di Pietro Metastasio
Mondadori Editore Milano
1954 pagine 1264

   





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