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      Mi dilungherei di vantaggio se le indiscrete mie affezioni ipocondriache a lei non ignote e che il presente inverno ha più del solito esacerbato mi lasciassero l'attività di farlo. Mi dia motivi di consolarmene continuando ad amarmi ed a credermi col più tenero e costante rispetto.
     
     
     
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      A VINCENZO ANTONIO MANINI - REGGIO NELL'EMILIA
     
      Vienna 15 Maggio 1777.
     
      Il primo sentimento che mi ha risvegliato nell'animo il magnifico, immenso, laboriosissimo progetto della ristampa degli scritti miei da V. S. illustrissima meditata, è quello dell'infinita gratitudine della quale mi scopro e mi professo debitore alla sua gratuita a favor mio eccessiva parzialità: ma l'altro sommamente rincrescevole è la mortificazione che mi cagiona il ritrovarmi inabile a secondare una idea tanto a me vantaggiosa né col consiglio né con l'aiuto. Non son atto a secondaria col primo, poiché, per farlo utilmente in distanza, convien scrivere trattati e non lettere, e le mie fisiche facoltà non mi permettono oggidì la temerità d'un simile impegno: non son più atto a secondarla con l'aiuto, avendo già da qualche tempo promesso ad un editor di Parigi ciò che di mio si trova appresso di me non ancor di ragion del pubblico a condizione ch'io sia prima convinto, dall'opera già in gran parte eseguita, della ricca ed elegante magnificenza con cui egli asserisce di distinguere la sua ristampa: e comincio a credere ch'io sarò costretto a soddisfare alla mia promessa, avendomi egli già mandati gli esemplari de' rami principali di undici drammi magistralmente intagliati.


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Lettere
Parte seconda
di Pietro Metastasio
Mondadori Editore Milano
1954 pagine 1264

   





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