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      Se questa è l'opinione degli uomini sarebbe bene confessarla. Senza dubbio questa teoria è in fondo di tutto ciò che ho scritto in argomento, ma vorrei veder qualcheduno confessarlo apertamente, e dirci: «È necessario che le donne si maritino e facciano figli. Esse non lo farebbero se non vi fossero forzate. Dunque bisogna forzarle». Alla buon'ora si vedrebbe allora il nodo della questione. Questo linguaggio avrebbe una somiglianza evidente con quello tenuto dai difensori della schiavitù nella Carolina del Sud e nella Luisiana. «È necessario, dicevano, coltivare lo zucchero ed il cotone. I bianchi non possono, i negri non vogliono, dunque bisogna costringerli». Un altro esempio che calza egualmente a capello, è l'arrolamento forzato dei marinai che si giudicava assolutamente necessario per la difesa del paese. «Accade spesso, si diceva, ch'essi non vogliono arrolarsi volontariamente, dunque è necessario che noi abbiamo il potere di forzarli». Quante volte si è ragionato così! Se non vi fosse stato un certo vizio in questo ragionamento, esso avrebbe trionfato fino ad oggi. Ma si poteva rispondere: «cominciate dal pagare ai marinai il valore del loro lavoro, e quando l'avrete reso presso di voi tanto lucrativo quanto presso altri imprenditori, voi non durerete maggior fatica di loro ad ottenere il vostro bisogno». A questo, non era possibile altra risposta logica che: «noi non vogliamo»; e siccome oggi si arrossisce di rubare al lavorante il suo salario, e che si è finito di volerlo rubare, l'arrolamento forzato non ha più difensori.


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La servitù delle donne
di John Stuart Mill
Carabba Editore Lanciano
1932 pagine 161

   





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