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      Gli altri uomini per quanto eminenti siano le loro facoltà, giungono tardi ad averle tutte al loro comando. La rapidità del giudizio e la prontezza d'un'azione giudiziosa anche nelle cose che si sanno meglio, sono in loro il risultato graduale e lento di uno sforzo rigoroso divenuto abituale. Si dirà forse che la suscettibilità nervosa maggiore nelle donne le rende improprie alla pratica in tutto ciò che non è la vita domestica, perchè le rende mobili o volubili, troppo soggette all'influenza del momento, incapaci di una perseveranza ostinata, ch'esse non sono sempre sicure di essere padrone delle loro facoltà. Io credo che queste parole riassumono la maggior parte delle obiezioni per le quali si contesta comunemente l'attitudine delle donne per gli affari d'ordine superiore. La maggior parte di questi difetti, tiene unicamente ad un eccesso di forza nervosa che si spende, e cesserebbero dacchè questa forza potesse impiegarsi alla ricerca di uno scopo definito. Un'altra parte proviene eziandio dall'incoraggiamento che loro si è dato con o senza coscienza: noi ne vediamo le prove nella disparizione press'a poco completa degli attacchi nervosi e dei deliquii, dacchè son passati di moda. V'ha di più, quando persone, sono allevate come molte donne delle alte classi (questo, accade meno in Inghilterra che altrove) in serra calda, al riparo da tutte le variazioni d'aria e di tempo, e non sono state avvezzate agli esercizii ed alle occupazioni che stimulano e sviluppano i sistemi circolatorio e musculare, mentre il loro sistema nervoso, e sopratutto le parti di questo sistema devoluto alle emozioni, sono trattenute in uno stato d'attività anormale, non è a meravigliare che le donne che non muoiono di consunzione, acquistino costituzioni facili a sconcertarsi alla menoma causa esterna od interna, incapaci di sopportare un lavoro fisico o mentale che esiga uno sforzo lungo tempo continuato.


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La servitù delle donne
di John Stuart Mill
Carabba Editore Lanciano
1932 pagine 161

   





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