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      La maggior parte della vita passa non a seguire la propria inclinazione conformandosi alla regola, ma a non avere altra inclinazione che di seguire la regola. Ora vi è là, senza dubbio, qualche cosa di buono, ma v'è anche un lato assai cattivo e questo rende un Inglese incapace a trarre dalla sua esperienza gli elementi di un giudizio sulle tendenze originali della natura umana. Gli errori che un osservatore d'un altro paese può commettere a questo proposito sono d'un indole assai diversa. L'Inglese ignora la natura umana, il Francese la vede attraverso i suoi pregiudizii; gli errori dell'Inglese sono negativi, quelli del Francese positivi. Un Inglese s'imagina che le cose non esistono perchè non le ha mai vedute, un Francese, ch'esse debbono esistere sempre e necessariamente perchè le vede; l'Inglese non conosce la natura perchè non ha alcuna occasione d'osservarla, il Francese ne conosce una gran parte, ma vi si inganna spesso perchè non l'ha vista che deformata e mascherata. Per l'uno come per l'altro la forma artificiale che la società ha dato alle cose che sono il soggetto dell'osservazione, ne nasconde le naturali proprietà, facendone sparire lo stato naturale o trasformandolo. In un caso non rimane a studiare che un sottile residuo della natura, nell'altro la natura rimane, ma spiegata in un senso, ch'essa non avrebbe forse scelto laddove avesse potuto spiegarsi liberamente.
      Ho detto che non si può oggi sapere ciò che può esservi di naturale o d'artificiale nelle differenze mentali attuali che sussistono fra gli uomini e le donne: se ve n'ha realmente una che sia naturale, quel carattere naturale si rivelerebbe per la soppressione di tutte le cause artificiali di differenza.


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La servitù delle donne
di John Stuart Mill
Carabba Editore Lanciano
1932 pagine 161

   





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