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      «Non sapete ben voi - ritolse Cornelia - che Iddio qualche volta mostra dei miracoli? Oltra che i fratelli molte volte accasano le sorelle, non per amorevolezza, ma per far buon nome e per trovar meglio essi condizion d’aver moglie; ma sono rarissimi quei che fanno una tal buona opera (ancor che per util loro) come dovrebbono, sì per onor della casa, come per far effetto di carità. Perché se si trovano pur alcuni uomini, che soccorrino alle figliuole altrui e fanno del ben a molti che loro non appartengono, quanto maggiormente è obligato l’uomo a giovare a quelle che sono nate d’un ventre seco? Di quella propria carne e sangue che sono essi ancora? Ma parliamo un poco dei figliuoli».
      «Oh, che direte voi?» disse allora Adriana la Regina.
      «Dirò - replicò Cornelia - che quante misere madri sono, che oltra aver portato nove mesi nel ventre con tanto travaglio i figliuoli e partoriti poi con tanto affanno e pericolo, ancora gli allattono, gli nodriscono e gli allevano da fanciulli con tanto amore e con altretanto incommodo; e se per mala sciagura rimangono prive del marito, s’industriano esse, sudano e si sviscerano per allevarli civilmente e per averne poi quella allegrezza che si può sperare d’una ottima riuscita; e nel fine quando essi son pervenuti in età, che dovrebbono sostentar loro o in casa, o dove esse vogliono, allora in premio di tante fatiche e sudori, scordatisi di aver ricevuto il sangue, il latte e la buona creanza da loro, non pur le abbandonano e non danno aiuto al loro bisogno, ma quel che è peggio, se hanno esse robba, le la consumano e facendo lor patir mille disagi senza voler più ascoltar i loro amorevoli ricordi, le sprezzano villanamente; e vi sono ancora di quelli che crudelmente le battono». Allora Adriana la Regina quasi con le lagrime su gli occhi:


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Il merito delle donne
di Moderata Fonte
pagine 220

   





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