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      Sì che non consiglierei mai alcuno uomo a volersi pigliar egli l’assonto di guardar una moglie con asprezza e stranie maniere perché è causa che l’un e l’altro vive sempre in tormento, e spesso in fine vien pagato della moneta che merita».
      «Ben mi dubito - disse a questo Elena - che il mio sposo abbia da esser uno di questi così gelosi e buccini, perché già comincia e me ne incresce molto; perch’io per ciò non sarei mai di quelle che per vendicarmene volessi avventurar l’anima, l’onor e la vita».
      «Pregate Dio - ritolse Cornelia - che egli non abbia peggior vizio di questo; pensate di tanti, che hanno le mogli giovani e belle come angeli, e con tutto ciò mostrandosi schivi di loro, impazziscono dietro qualche infame donna, che a un bisogno serà anco di molti anni e colma di molte imperfezioni (come è pur forza che ve ne sia alcuna fra tante) e fanno essi per ciò patir mille disagi alla moglie, spogliandola delle sue più care cose per darle alle meretrici; oltra che molte volte fanno divenir le fanti Madonne, e si empiono di bastardi, e vogliono che le mogli tacciano e gli allevino; e così di patrone di casa, s’avveggiono esser divenute priore dell’ospital della pietà».
      «Tale apunto fu il mio primo marito, figliuola mia - disse interponendosi la Regina - che io essendo giovinetta e tenuta delle belle di questa città, egli mostrandosi di me svogliato, in capo di due anni s’accese in guisa d’una meretrice, la qual era di assai tempo e poco sana, che non vedeva più qua, né più là di quanto essa era lunga; non vi valeva né mia bellezza, né mie carezze; non giovava la mia gran pazienza alla sua gran ostinazione, che pareva che avesse in odio casa sua e mia; e tutto il tempo che dovea spender meco, lo consumava egli a casa della scelerata cortigiana».


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Il merito delle donne
di Moderata Fonte
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