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      Ma una vera grande economia rurale con un ragguardevole numero di schiavi, come noi la troviamo più tardi a Roma, non può essere esistita in quel tempo; anzi è il caso di attribuire a quel tempo la definizione antica, per cui i senatori furono detti padri, dai campi che essi, come fa il padre ai figli, distribuivano a povera gente; e il possidente avrà originariamente distribuito la parte del suo podere che egli non poteva lavorare, o anche tutto il podere diviso in piccole porzioni94 tra i suoi dipendenti per essere coltivate, come si pratica generalmente ancora oggi in Italia. Un podere poteva essere assegnato o ad un figlio di casa, o ad uno schiavo di colui che faceva l'assegnazione; se era un uomo libero egli teneva il podere con quella condizione che noi conosceremo più tardi sotto il nome di «possesso ottenuto con preghiera» (precarium). Chi aveva a questo modo accettato il podere ne rimaneva in possesso sino a che fosse piaciuto al prestatore e non aveva alcun mezzo contro di lui per assicurarsi il continuo godimento del podere; dal quale lo poteva scacciare a piacimento. In simili concessioni non era necessario che l'utente del fondo ricambiasse con alcuna prestazione i proprietario, ma pure si deve ritenere che nella maggior parte dei casi tale prestazione si convenisse; la quale d'ordinario avrà consistito nella cessione di una data porzione dei prodotti; e in questa combinazione il precario si approssima alle condizioni del posteriore affitto, benchè rimanga sempre sostanzialmente diverso dall'affitto, sia per la mancanza d'un termine fisso, sia per la mancanza della possibilità di muover liti reciprocamente, stante l'assoluta facoltà che la legge consente al proprietario di poter, quando che sia, scacciar l'utente.


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Storia di Roma
1. Dalla preistoria alla cacciata dei re da Roma
di Theodor Mommsen
Stampa Aequa Roma
1938 pagine 327

   





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