Pagina (6/376)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      Siccome la riforma di Servio, che sotto l'aspetto militare metteva alla pari il domiciliato ed il cittadino, nacque, come pare, più per considerazioni amministrative che per intento politico e per forza di parti, così la si deve considerare come frutto della prima antitesi, di quella che ha per oggetto la limitazione del potere della magistratura e si deve riconoscere come il fatto, da cui ebbero origine le crisi interne e le riforme costituzionali del comune di Roma. La prima vittoria di questa antichissima opposizione romana fu l'abolizione della perpetuità della presidenza della repubblica, cioè l'abolizione della dignità regia. La singolare coincidenza che la stessa riforma costituzionale avviene, con circostanze analoghe, in tutto il mondo greco-italico, ci prova evidentissimamente che tale cambiamento era portato dal naturale corso delle cose. Non a Roma soltanto, ma in egual modo anche presso gli altri Latini, come presso i Sabelli, gli Etruschi e gli Apuli, e in generale in tutti gli stati italici, come posteriormente anche presso le repubbliche greche, troviamo sostituiti agli antichi presidenti a vita, presidenti annuali. In quanto al paese dei Lucani, è provato che in tempo di pace esso si reggeva a popolo e che solo per la guerra i magistrati nominavano un re, cioè un magistrato simile al dittatore romano; anche i comuni urbani sabellici, come ad esempio Capua e Pompei, ubbidivano più tardi ad un «curatore comunale» (medix tuticus), che durava in carica un solo anno, e noi dobbiamo supporre che simili istituzioni abbiano esistito anche presso gli altri comuni popolari ed urbani d'Italia.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Storia di Roma
2. Dall'abolizione dei re di Roma sino all'unione dell'Italia
di Theodor Mommsen
Stampa Aequa Roma
1938 pagine 376

   





Servio Roma Roma Latini Sabelli Etruschi Apuli Lucani Capua Pompei Italia