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      Quindi non solo i magistrati, gli ufficiali, i giurati, i tutori e, in generale, tutti gli uomini dabbene incaricati di pubbliche mansioni non ricevevano alcuna retribuzione per i loro servizi, eccettuata tutt'al più l'indennità della spesa da essi fatta; ma così si trattavano anche i servizi, che si rendevano reciprocamente i conoscenti (amici), come sarebbero la malleveria, la rappresentanza nei processi, il deposito (depositum), la cessione dell'uso di oggetti non destinati ad essere affittati (commodatum), l'amministrazione (procuratio) di affari in generale.
      Era cosa disdicevole ricevere indennità per simili compiti, e non era nemmeno permesso intentare una causa quand'anche una simile indennità fosse stata promessa.
      Come l'uomo divenisse assolutamente mercante lo prova più chiaramente, nella vita dei Romani di questo tempo, la sostituzione di una somma di denaro al duello, persino trattandosi di un duello politico.
      La forma ordinaria per comporre una questione d'onore era questa: si faceva una scommessa tra l'offensore e l'offeso sulla verità o sulla falsità dell'asserzione offensiva, e la si portava, con tutte le formalità giudiziarie, dinanzi ai giurati pel pagamento della somma scommessa; l'accettazione della somma scommessa, offerta dall'offeso o dall'offensore, era legalmente lasciata libera, come oggi è libera la sfida a duello, ma il più delle volte, presa dal punto d'onore non poteva essere evitata.
      14. Società commerciali. Una delle più importanti conseguenze dello spirito mercantile, sorto con una intensità difficilmente concepibile da coloro che non sono uomini d'affari, fu lo straordinario incremento che ne derivò allo spirito d'associazione.


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Storia di Roma
4. Dalla sottomissione di Cartagine a quella della Grecia
di Theodor Mommsen
Stampa Aequa Roma
1938 pagine 343

   





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