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      La severità delle Sentenze degli Areopagiti era molto temuta, principalmente per ciò che concerne gli omicidj; ed avevano quelli una particolar cura d'ispirarne l'orrore.
      Condannarono essi un fanciullo, che si dilettava di accecare delle quaglie, riguardando tale inclinazion sanguinaria come il contrassegno d'una cattivissima indole, che poteva un giorno divenir funesta a molti lasciandola impunita.
      Gli affari di Religione, come le bestemmie contro agli Dei, il disprezzo de' Sacri Misteri, le differenti specie di empietà, l'introduzione di nuovo cerimonie, e di nuove Divinità, erano pure portate davanti a questo Tribunale.
      I Giudici avevano una grandissima reputazione di probità, di equità, di prudenza, ed erano rispettati generalmente.
      In quanto agli emolumenti de' Giudici, vi ha luogo a credere che non ne fossero stati loro accordati originariamente; e quelli, che ebbero in seguito, erano assai mediocri. Non si diede loro da principio fuorchè due oboli, ed in seguito tre.
      La lunghezza della procedura non facea variazione; e quando la decision d'un affare era posticipata all'indomani, gli Areopagiti non avevano in quel giorno che un obolo.
      Tale era l'Areopago. Demostene non temeva di dire, che non vi ora stato mai l'esempio che veruno si fosse lagnato d'una Sentenza ingiusta pronunziata da quel Tribunale, e Cicerone scrivendo al suo Attico sulla fermezza, e la costanza, e la saggia severità, con cui si era distinto il Senato di Roma, credette farne un elogio perfetto paragonandolo all'Areopago.


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Dizionario compendiato di antichità
di Etienne Jean Monchablon
Firenze dai torchi di Gio. Marenigh
1821-1822 pagine 560

   





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