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      Se si deve credere al gen. Schönhals neppure i feriti sarebbero stati dagli insorti risparmiati.
      La vista del sangue e il furore della lotta avevano reso feroci anche molti dei nostri. Vedremo fra poco quale terribile vendetta ne trasse l'Haynau.
      «Sorgeva l'alba del 1° aprile: e la città come se allora cominciasse la lotta risuonò tutta d'un fiero grido di lotta; lo scampanìo spesseggiava più furioso che il dì innanzi, e da tutte le parti i bresciani si cacciarono fuori delle barricate ad assalire i nemici, a snidarli da quei posti, ch'essi, durante la notte, e col favor degli incendi avevano occupato.» (Opera citata).
      L'ultima fiera mischia, combattuta alla Porta Torrelunga, dove un pugno di cittadini armati di bajonette e di picche, s'avventò sulle schiere austriache, che avevano piantato due cannoni per battere le barricate interne, ne rovesciò le prime file, e poco mancò non s'impadronisse anche dei due cannoni. Fu l'ultima vittoria dei bresciani.
      Venuti nuovi battaglioni e nuove artigliere distaccati dall'esercito che aveva combattuto e vinto a Novara, l'Haynau li fece subito entrare in battaglia.
      Sfasciati i muri, sfondate le porte di alcune case, gli austriaci vi penetrarono, e passando di casa in casa col ferro e col fuoco, mostrandosi d'improvviso alle finestre fu loro possibile di colpire dall'alto, a tergo e sui fianchi, i difensori delle barricate.
      Se vi sono ancora di coloro che rimpiangono finito il periodo delle sollevazioni armate delle città, e vorrebbero vederle rinnovate, leggano questi squarci del citato libro: I dieci giorni dell'Insurrezione di Brescia:


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Le guerre le insurrezioni e la pace nel secolo decimo nono
Volume secondo
di Ernesto Teodoro Moneta
Tipografia Popolare Milano
1904 pagine 328

   





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