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      L'opera sull'Origine delle specie metteva per la prima volta in luce le analogie strettissime fra le variazioni degli animali e vegetali addomesticati e le variazioni delle specie libere e selvaggie: dimostrava la trasmissione ereditaria dei caratteri acquisiti in forza della variabilità generale delle forme viventi: per mezzo della elezione metodica praticata dall'uomo, illuminava il processo incosciente mercè cui la natura sceglie e mantiene nella eterna lotta per l'esistenza gli individui più adatti. Ora, questi concetti fondamentali del trasformismo darwiniano, per quanto possa ammettersi che il loro valore subirà in avvenire le offese del tempo, resteranno pur sempre nella scienza come principii indiscutibili, come leggi generali del mondo vivente.
      Ma non basta; vi resteranno pure altre leggi sussidiarie scoperte dal Darwin, che contribuiscono nella sua teoria a risolvere il complicato problema dell'origine delle specie, e vi resteranno anche quando il trasformismo darwiniano venisse distrutto. L'elezione sessuale, checchè ne dica il Mantegazza e pur riconoscendo che essa ebbe dal suo scopritore un'applicazione troppo estesa, varrà sempre nella scienza a spiegare la più grande parte e la più importante delle differenze caratteristiche del sesso. La scomparsa di alcune forme di elevata organizzazione e la persistenza di altre dotate invece d'un'organizzazione inferiore, non potrà trovar mai altra causa di quella attribuitale colla sopravvivenza dei più idonei e colla trasmissione dei soli caratteri utili alla specie.


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Carlo Darwin
di Enrico Morselli
pagine 83

   





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