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      Oggi, dopo tanto sviluppo degli studi psicologici, il concetto evolutivo della psiche animale ci sembra fuori di dubbio e quasi assiomatico; ma occorre riflettere che la massima parte dei progressi compiuti negli ultimi venti anni nel dominio della psicologia sperimentale trae appunto la sua origine dalla feconda teoria darwiniana. Né meno notevoli sono le considerazioni in cui entrava il Darwin per rispetto all'ibridismo. Ho già ricordato come i fautori della immutabilità della specie si giovassero specialmente della sterilità degli incrociamenti fra forme diverse, e il Darwin non si nascondeva, certo, la gravità dell'obbiezione; ma egli raccoglieva numerosi fatti, sia osservati da altri, sia di sua esperienza diretta, per chiarire che anche la sterilità fra specie distinte e l'estinzione rapida degli ibridi presentano numerose eccezioni, e che ad ogni modo le loro leggi sono in tutto analoghe a quelle che governano l'incrociamento delle semplici varietà. Spetta pure all'insigne naturalista inglese il principio che la primaria causa della sterilità di specie incrociate è ristretta alle differenze degli elementi sessuali.
      Considerati nel loro assieme, tutti questi concetti darwiniani diedero corpo e vita ad una scienza nuova, che è come la sintesi di tutte quelle discipline parziali che si rivolgono allo studio delle forme viventi, della loro struttura e delle loro funzioni. Oggi possiamo ben dire che l'anatomia, la morfologia, l'embriologia, la zoologia, la botanica, la fisiologia, la psicologia, vennero per la prima volta concepite dalla vasta mente di Carlo Darwin come un complesso unico di cognizioni, e che così venne creata la «biologia» o scienza generale dei fenomeni e delle leggi del mondo organico.


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Carlo Darwin
di Enrico Morselli
pagine 83

   





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