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      Certi gruppi speciali di nozioni, che parevano fino a venticinque anni fa avere vita indipendente e che appunto in ragione di questa artificiosa spezzatura del loro vincolo comune traevano esistenza stentata e quasi inutile, assunsero invece per opera del Darwin un'importanza nuova, un aspetto inatteso, un valore del tutto imprevisto. Già vedemmo sorgere nel Darwin il primo germe della sua teoria nell'osservare la distribuzione delle specie organizzate sull'ampia superficie del continente americano e sulle isole vicine. Ma anche dal punto di vista scientifico quelle osservazioni furono estremamente fertili, giacchè lo condussero, sulle orme dell'Humboldt e dei grandi scienziati viaggiatori della prima metà del secolo a spiegare col mezzo della teoria dell'elezione naturale la distribuzione geografica degli animali e vegetali. Le ricerche sull'indipendenza dei caratteri specifici delle forme viventi dalle condizioni climatiche, sui mezzi di dispersione dei germi e degli esseri, sulle faune e flore speciali delle acque dolci e delle isole in rapporto ai vicini continenti, porteranno sempre nella storia dei progressi della geografia biologica il nome del fondatore del trasformismo. Né occorre arrestarsi sulla parte avuta dal Darwin nella scoperta delle leggi più importanti della geologia e della paleontologia: basti la gloria di avere, mercè il concetto della origine comune (filogenesi) spiegata la successione nel tempo e nello spazio di tutte le forme di vita antiche e recenti.


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Carlo Darwin
di Enrico Morselli
pagine 83

   





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