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      Noi saremo anche in grado di seguire le antiche emigrazioni degli abitanti del mondo intero: potremo anzi arrivare alla nozione dell'antica geografia. In quanto alla geologia, si riconoscerà che l'accumularsi d'una grande formazione fossilifera dovette dipendere da uno straordinario concorso di circostanze, e che gli intervalli di riposo e di inazione fra gli stadii successivi furono di una lunga durata: anzi giungeremo ad apprezzare la durata di questi intervalli con qualche sicurezza, facendo il confronto fra le forme organizzate anteriori e le posteriori».
      Ora, tutto quanto aveva predetto il Darwin si è completamente avverato: non v'è parte dell'immenso dominio delle scienze naturali che non abbia ricevuto impulso dalla teoria dell'elezione. Ma vi è dippiù: questa teoria, nel punto stesso che forniva una spiegazione naturale dell'origine delle specie, considerandole come organismi funzionanti in mezzo alle condizioni più opposte di vita, includeva pure più o meno tacitamente una riforma di tutte quelle scienze, che si rivolgono allo studio delle funzioni dell'essere animato più perfetto, cioè dell'uomo. Imperocchè se l'uomo rientrava nella serie animale per i caratteri fisiologici e morfologici, vi rientrava ancora per i caratteri psichici, nei quali esso doveva riguardarsi come il prodotto più elevato di quelle medesime leggi dell'elezione naturale e dell'adattamento, che sovrintendono allo sviluppo dei fenomeni mentali degli organismi viventi. Ora, erano appunto questi caratteri psichici, questi poteri mentali che la scuola ortodossa riguardava come esclusivi dell'uomo; erano dessi, che per una causa apparentemente misteriosa e superorganica avevano dato origine ai fenomeni complicatissimi della vita sociale, alla civiltà, alla religione, alla morale, al diritto, alla stessa scienza.


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Carlo Darwin
di Enrico Morselli
pagine 83

   





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