Pagina (19/209)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Non sarà il caso di scagliare contro le donne le celebre invettiva che il rifiutato Leopardi gettava contro la civettuola «Aspasia»; ma a nessuno che abbia occhi per vedere e mente per riflettere su ciò che vede può sfuggire questo raffronto differenziativo dei due sessi nella nostra specie. Come dico altrove la spiegazione esauriente di ciò mi sembra d'altronde assai semplice: nella evoluzione dell'Umanità la donna ha acquistato un cervello adattato alla sua funzione biologica e sociale che non è profondamente intellettuale ma affettiva non inventoria o progressiva ma conservatrice.
      E allora come spiegare le così impressionanti eccezioni alla regola? come giustificare la non applicabilità della formula scientifica concernente la correlazione tra il volume e lo sviluppo ponderale del cervello e la potenza delle facoltà intellettuali ad un France ad un Gambetta e (approssimativamente) ad un Dante? Semplicemente col fatto che la «funzione» di un qualsiasi nostro organo non è proporzionata soltanto alla sua quantità misurabile coi nostri mezzi un po' grossolani; tanto meno l'intelligenza questa funzione diremo così «imponderabile» non è il prodotto solo del peso e della mole ma più ancora lo è della qualità del cervello. Certamente quando volume peso forma e struttura interna si combinano si avrà un intelletto superiore a quello che corrisponde alla sola grandezza al solo peso o alla sola morfologia esterna; ma sarà ben difficile che tutte le condizioni di superiorità si associno in un dato individuo.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Sessualità umana
di Enrico Morselli
Editore F.lli Bocca Torino
1931 pagine 209

   





Leopardi Umanità France Gambetta Dante