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      Più spesso però così nell'amicizia come nell'amore l'affinità si fa per un vero contrasto per dissimiglianza: ciascuna delle due personalità cerca nell'altra ciò che manca a sè medesima. Ma nell'uno e nell'altro caso se fosse possibile sovrapporre le personalità umane come le superficie geometriche si troverebbe il completo combaciarsi delle loro rugosità delle loro anfrattuosità inverse.
      Le amicizie che ci offrono tutti questi fenomeni si possono dunque dire un prodotto curioso di amalgama psicologico fra le tendenze simpatetiche pure e le sessuali. Se ne vuole un'altra prova? La si troverà nel fatto che la «fiamma» è un fuoco effimero di passione malgrado la sua duplice sorgente. L'«amicizia» fra collegiali è subitanea è intensa ma dura poco; e dura tanto meno quanto più l'affinità tra i due si sia originata per le sole doti fisiche o per le sole doti morali. La causa del quale immaturo spegnersi di un'amicizia cotanto calda sta evidentemente in questo: che il fisico ha poca parte nella costituzione della simpatia sociale (salva s'intende la simiglianza nel tipo) mentre a sua volta il morale è insufficiente da solo ad alimentare la «fiamma». Che se poi mutano le condizioni di vita od impressioni diverse indirizzano per la via normale l'istinto aberrante è chiaro che l'appassionata «amicizia» si spegne perchè o priva di stimoli o svuotata del suo primitivo contenuto.
      Del resto mai più nelle ulteriori manifestazioni dell'istinto sessuale nelle relazioni a base di vero amore fra individui di sesso diverso si vedrà un'analoga partecipazione dei sentimenti sociali.


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Sessualità umana
di Enrico Morselli
Editore F.lli Bocca Torino
1931 pagine 209