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      Non è possibile pensare senza orrore ad un sagrifizio così grave di esistenze umane, ma per fortuna esso è assolutamente inattuabile. Resterebbe la pratica sterilizzante, ma anche per questa le difficoltà da superare son tali e tante, massime per gli individui disgenici viventi in famiglia, che soltanto una lunghissima evoluzione dei costumi e dei sentimenti dei popoli civili potrà renderne meno ostica e ripulsiva l’idea e farne riconoscere la relativa opportunità pratica nella estensione necessaria per un completo programma eugenetico.
     
      Principiis obsta
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      L’Eugenica, messi per ora in disparte tutti quei procedimenti repressivi che urtano, qualunque cosa si dica, contro l’attuale nostro modo di pensare e di sentire umanamente, può dedicarsi con maggiore profitto (e già lo fa su scala sufficiente) alla richiesta ed all’applicazione dei metodi più blandi, e certamente alla lunga più efficaci, di selezione e di sgravio per la Società civile: e sono quelli preventivi. Bisogna mettere d’accordo la necessità di perfezionarci fisicamente con le esigenze che ci siamo noi stessi create ed imposte sotto l’aspetto etico durante la lunga tormentata nostra evoluzione corporea e psichica; non bisogna che trascuriamo il vincolo fondamentale che ora lega tutti gli uomini fra di loro, che ingenera una loro intricatissima interdipendenza di sentimenti e di interessi, e che fa di ciascuno di noi un elemento individuale bensì, ma sempre in rapporto con le generazioni da cui discendiamo e con quella in mezzo alla quale viviamo.


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L'uccisione pietosa (L'eutanasia)
In rapporto alla Medicina alla Morale ed all'eugenica
di Enrico Morselli
Editore Bocca Torino
1928 pagine 230

   





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