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      L'ora della redenzione della donna era quindi suonata. I precedenti conati che surti in forma subbiettiva erano sembrati rivolte appassionate contro il principio legislatore, davano luogo ad una azione che si subordinava consapevolmente ad un principio riconosciuto ed affermato. Cosí, come l'ordinamento primitivo, che era la spontanea esplicazione della forza, avea dovuto cedere il posto all'ordinamento fatto dal principio autoritario, interprete delle tradizioni, cosí questo, che immobilizzava l'uomo e gli faceva obbligo di starsene inerte al posto in cui si era dapprincipio trovato, dovette cedere il luogo alla coscienza che svolgendo, rinnovando e migliorando se stessa, tutto svolge intorno a sé, migliora e rinnova.
      L'ordine pratico, informato dal nuovo pensiero, va riformando le istituzioni e distribuendo piú equamente la cerchia delle attività individuali. La privata autonomia si va sviluppando, come gracile arbusto a cui manchi la stecca che lo appoggia insieme e lo costringe, si va ritemprando e dilatando sotto le benefiche emanazioni dell'aria e della luce, ed invadendo colle radici il terreno che il despota protettore gli contendeva.
      Col terzo stato è surta un'era nuova. La scienza, la politica, la letteratura, le arti, l'educazione cercano nuove basi, nuovi punti d'appoggio e procedono a nuova meta. Ogni individuo, non piú protetto ed insieme costretto dalle antiche convenzioni, deve espandersi, affermarsi, provvedersi. Il parassitismo, naturale corollario della tutela e della servitú, non può in questo moderno organamento sussistere che come disposizione fenomenale, transitoria, parziale, e non può applicarsi siccome regola che per un deplorabile anacronismo.


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La liberazione della donna
di Anna Maria Mozzoni
pagine 272