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      E non già da dire per quello, che la nobiltà, purché fondata su vere pruove, sia non altro che una chimera. Essa è, convien confessarla, un'idea intellettuale, a cui non manca buon fondamento di ragione, ed ha il suo pregio e la sua utilità. Il male è, che per magnificar questa idea se ne fabbricano dell'altre, e a quella s'uniscono: come sarebbe l'immaginare, che col sangue passino le virtù de' maggiori ne' discendenti; che il nobile anche senza virtù, ed anche con visibili vizj, abbia da riscuotere da ognuno quella stima, ch'ebbero li suoi gloriosi e virtuosi antenati; e che la nobiltà niun pregiudizio debba risentire dall'esercizio d'ufizj vili, e da una povertà, che conduca l'uomo a far delle male azioni; e in fine che sia lecito al nobile, il soperchiar l'ignobile, l'andare tronfio e pien di vanità e di fasto, e lo sprezzar chiunque non ha nelle vene un sangue pari al suo: che certo vi dee essere gran differenza fra l'un sangue e l'altro. Tutte queste vane idee congiunte con quella della nobiltà, e impresse nella fantasia, formano una tal maestosa idea, e sì cara ad alcuni, che qualunque volta la mirano, non possono di meno di non riguardar se stessi come sommamente privilegiati dalla fortuna, o sia dalla superiore provvidenza del cielo.
      Ma qui è da avvertire, che il nostro amor proprio, se non istiam bene in guardia, è un ingegnoso architetto di somiglianti idee, sregolate bensì, ma da noi con gelosia conservate, & idoli da noi sommamente venerati. L'idolo principale e più caro è quello di noi stessi, dipinto per lo più nella nostra fantasia con colori vivissimi e vantaggiosi, il quale ci sta sempre davanti, e per cagione di cui abbiamo una gran stima di noi stessi, e sembra a noi, che non minore l'abbiano anche da avere gli altri.


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Della forza della fantasia umana
di Ludovico Antonio Muratori
Editore Pasquali Venezia
1745 pagine 212