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      Di lì a un po', deccoti s'affaccia a un finestrino una donna, che aveva du' zanne di porco sporgenti fori delle labbra, che con una vociaccia sgangherata bociò:
      - Chi siete voi? e che volete a quest'ora?
      Dice il figliolo del Re delle Pomarance:
      - No' siemo du' meschini, marito e moglie, e [6] s'è smarrita la via per questa selva. Dateci per carità ricovero tutta la notte, e del pane e dell'acqua, perché si more dalla stracchezza e dalla fame.
      - Oh! sciaurati! - scramò la donna dalle zanne: - in che brutto logo siete ma' vienuti! Questa' gli è la casa dell'Orco e io sono la su' moglie. Scappate, ma lesti, che lui a mumenti e' torna, e se vi sente e vi trova, per voialtri due 'gli è bell'e finita. Vi mangia tutti e due vivi in un ammenne.
      - Ma dove s'ha da andare? - disse il giovane. - Badate piuttosto di nisconderci in qualche logo riposto, e domani a levata di sole si fuggirà via senza farci sentire.
      Arrisponde l'Orchessa:
      - Ma che vi pare! Son cose impossibili. Lì all'uscio, vedete! dalla parte di dientro, e' c'è una gabbia d'oro tutta zeppa gremita di sonagliolini e c'è serrato un uccellino che svolazza e fa la spia: in nella stalla c'è un cavallo con una sonagliera, e anco lui sbatte gli zoccoli, scote il capo e fa la spia. Se nentra un qualche Cristiano in casa, l'Orco lo risà subbito, perché le bestie con lo scampanellio e il diascoleto de' canti, de' nitriti, del dimenìo dell'ale e con lo sbattere delle zampe gli ridicono ugni cosa: e allora l'Orco cerca dappertutto, e per chi trova e' nun c'è scampo.


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Sessanta novelle popolari montalesi
di Gherardo Nerucci
Editore Le Monnier Firenze
1880 pagine 665

   





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