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      La grotta era piena di statue di marmo bianco con diversi atteggiamenti; ma il giovane nun ci badò troppo, stracco e fradicio a quel modo: invece, ravviò delle legna secche e con l'acciarino accese un po' di foco per rasciuguarsi e cocere gli uccelli morti, ché la fame nun gli mancava, e intanto ripensava alla su' moglie e si pentiva dimolto di nun avergli dato retta.
      Di lì a un po', eccoti che apparisce una vecchiarella nella grotta, e la sbatteva i denti come intirizzita dal freddo e tutta fradicia da capo a' piedi. Adagio adagio s'accosta al giovane e lo pregò di lassarla riscaldare.
      Dice lui:
      - Vienite pure, nonnina, che mi tierrete compagnia.
      La vecchiarella si siedé e offerì al giovane del sale per gli uccelli arrostiti, del pane per il cane e della sugna per ugner l'armi; ma a mala pena che il giovane ebbe mangiato gli uccelli, il cane il pane, e l'armi furno unte, tutti diventorno statue di marmo lì appiccicati addov'erano.
      Sicché la Principessa nun vedendo più arritornare il marito, lo credé morto, e il Re addolorato da questa perdita diede ordine che la città si vesta a bruno.
      Ora 'gli è tempo di sapere quel che 'gli accadeva infrattanto nella casa de' genitori del giovane sciaurato. Dal mumento che lui fu partito, ugni giorno guardavano la boccetta dell'acqua chiara, se mai la s'inturbassi, e un giorno, pur troppo! l'acqua la s'inturbò a bono. A quello spettacolo dice il secondogenito:
      - Il mi' fratello maggiore o è morto, o gli è intravvienuta qualche disgrazia. Vo' ire a cercarlo.


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Sessanta novelle popolari montalesi
di Gherardo Nerucci
Editore Le Monnier Firenze
1880 pagine 665

   





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